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Come sta cambiando il modo di fare shopping online?

Il presente - come il futuro - sarà tutto Social Commerce. Ecco perché.
Come sta cambiando il modo di fare shopping online?

Il futuro della vendita è - ormai possiamo dirlo - sui social media. E non lo affermiamo solo noi, bensì il report realizzato da WeAreSocial in collaborazione con Hootsuite, pubblicato agli inizi di questo 2022. La pandemia ha modificato le nostre abitudini d’acquisto - basti pensare all’exploit degli e-commerce negli ultimi mesi - ma anche i vari canali di vendita. Conoscere un brand o acquistare sui social, infatti, ha consentito all’utente di condividere la propria esperienza di shopping, conoscendo meglio i marchi di suo interesse.

Cerchiamo di snocciolare qualche dato più approfondito per capire come si sta sviluppando il social commerce e quali saranno le prospettive per il futuro.

 

Social Commerce: lo sviluppo

1 ora e 47 minuti: è il tempo che gli italiani trascorrono sui social ogni giorno. Le piattaforme con più utenti attivi sono - neanche a dirlo - quelle del gruppo Meta (Whatsapp, Facebook e Instagram). Seguono Telegram e TikTok. 

Cosa ci facciamo tutti i giorni su queste piattaforme? Leggiamo news, guardiamo cosa postano gli amici, comunichiamo con loro, seguiamo VIP e influencer. Più frequentemente, cerchiamo info sui brand che ci interessano e, se ci convincono, facciamo shopping. 

 

Per quale motivo si sono sviluppati sempre più i social ecommerce? Senza dubbio l’avvento degli shop integrati ha influito parecchio. Facebook e Instagram Shop, sviluppate in piena pandemia, ne sono l’esempio. La prima ha permesso alle aziende di pubblicizzare i propri prodotti creando vetrine virtuali personalizzate; la seconda ha consentito di convertire il proprio profilo IG in catalogo virtuale. Attualmente entrambe le versioni italiane non permettono un acquisto diretto (cliccando sull’articolo, l’utente viene rimandato direttamente sul sito aziendale) ma danno comunque la possibilità di accrescere la visibilità del proprio catalogo. 

Su questa scia, anche Twitter sta implementando la sua versione Shop (attualmente è un esperimento beta) che consentirà alle aziende di mettere in evidenza ben 50 prodotti del proprio catalogo.

 

Chi è che acquista di più sui social?

In linea di massima, secondo gli ultimi dati di GWI, una fetta di utenti tra i 16 e i 64 anni (27,6%) scopre nuovi brand, prodotti e servizi tramite gli annunci presenti sui social. Una cifra inferiore rispetto alle pubblicità TV (31,1%) ma comunque importante. Per quanto concerne l’età, ogni piattaforma detiene un bacino d’utenza medio: pertanto, prendendo in considerazione Facebook, sono i Baby Boomer i maggiori frequentatori e acquirenti (nati tra ‘46 e ‘64). Mentre su TikTok, è massiccia la presenza della cosiddetta Generazione Z (nati tra il 1997 e 2012).

 

In futuro si parlerà di Shopstreaming

Nel mercato asiatico è già in pieno sviluppo, in quello Occidentale ancora no.

Parliamo dello Shopstreaming, cioè la tendenza ad acquistare beni e servizi durante live streaming e dirette social. Un’abitudine che ricorda di molto quella delle televendite, dove si acquistavano sovente i prodotti visti in TV. 

 

Ma come funziona nello specifico questa nuova forma di selling? È molto semplice: durante una diretta social, l’influencer ha il compito di presentare il prodotto e l’utente, dalla sua, ha la possibilità di chiedere informazioni o rivolgere perplessità. L’obiettivo futuro sarà trasformare lo Shopstreaming in shoptainment, realizzando veri spettacoli social per rendere più divertente il modo di fare shopping.