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Fast Vs Slow: meglio un acquisto rapido o più consapevole?

Approccio Slow o Fast per un’azienda che vuole vendere? La risposta, se c’è, la trovi qui.
Fast Vs Slow: meglio un acquisto rapido o più consapevole?

Viviamo in un mondo veloce, la nostra vita è sempre più frenetica e non abbiamo più tempo per pensare”: quante volte hai sentito dire questa frase in giro? Se poi applichiamo questo concetto al mondo del commerce e al marketing in generale, tutti ne siamo ancor di più coinvolti. Esistono aziende che hanno fatto del “fast” la loro filosofia di vita: spedizioni veloci, pubblicità che fa leva sull’urgenza… E chi invece, ha adottato un approccio più slow, lento, per spingere il consumatore a riflettere e a compiere acquisti più consapevoli.

Spiegheremo entrambe le “fazioni” con due esempi in seguito.

 

Fast Vs Slow: una contrapposizione lunga una vita

Esistono due aziende che possono rappresentare al meglio il concetto di rapidità e lentezza: Amazon e Postalmarket. Di quest’ultima ne abbiamo già parlato in un nostro post, che ha fatto della gradualità e dell’attesa il fulcro della sua brand identity aziendale. Per chi non la conoscesse, Postalmarket è un’azienda che in passato si occupava di vendita per corrispondenza. Nata nel 1959, forniva per due volte l’anno un catalogo a chiunque lo desiderasse, dal quale acquistare prodotti introvabili altrove. Parliamo degli anni ‘60: gli articoli non arrivavano in un giorno. Eppure l’impresa riuscì ad ottenere un successo memorabile. Fallita e poi rinata, Postalmarket si basa ancora oggi sul concetto di Slow Commerce: l’azienda ha deciso di introdurre un proprio e-commerce, ma quell’effetto nostalgia di poter sfogliare un catalogo e ordinare per corrispondenza è ancora vivida.

 

La più marcata rappresentazione del mondo Fast la si ha con Amazon: con il suo servizio Prime, garantisce spedizioni così celeri che diventa possibile acquistare praticamente ogni cosa, per poi riceverla a casa anche nel giro di qualche ora. Un concetto che può essere applicato anche al food, se pensiamo alla famosa multinazionale che del fast ha fatto la sua fortuna: McDonald’s. Cibo veloce per un cliente frenetico che spesso non ha tempo di gustare piatti elaborati, McDonald's e tutte le aziende concorrenti che ne sono seguite hanno compreso da subito quanto fosse importante offrire un prodotto dalla discreta qualità ma veloce nel consumo ad un target che certo non ha tempo da perdere.

 

Slow Vs Fast: qual è la migliore?

Non esiste una risposta univoca o giusta. Un marketing fast è senz’altro attuale e si rivolge ad un target sempre più impaziente e che non ha più voglia di aspettare come faceva prima. Pensiamo agli e-commerce che offrono consegne sempre più rapide o alle varie campagne marketing che si basano sul concetto del tutto e ora. Un approccio slow, tuttavia, non è per tutti: pensiamo al settore enogastronomico. Un vino, per essere di qualità, richiede spesso tempi di lavorazione, fermentazione e conservazione lentissimi. Ma è un vino: questo approccio slow può essere “perdonato” anche ad altri prodotti e/o settori?

La risposta sta tutta nei consumatori e nel proprio target di riferimento, se parliamo di un’azienda. Ma anche nella propria politica aziendale, un po’ come è valso per Postalmarket. 

Come vedi, non c’è una risposta alla domanda con cui abbiamo aperto il paragrafo. Ci sentiamo, però, di riprendere una citazione presa dal web, per concludere: “Mentre lo Slow Marketing progetta la casa dei sogni, il Fast Marketing sta già costruendo una stanza al suo interno”.

 

Tu cosa ne pensi?