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Decathlon chiude i suoi shop in USA. Il motivo? Privilegiare l’online

DECATHLON PRIVILEGIA LA VENDITA ONLINE DEL SUO E-COMMERCE.
Decathlon chiude i suoi shop in USA. Il motivo? Privilegiare l’online

Cambiamenti in vista in casa Decathlon. Dopo soli tre anni dall’apertura dei suoi store in America, l’azienda francese ha scelto di chiudere i suoi punti vendita per focalizzarsi sull’online. La data prescelta sarà il 15 Marzo prossimo, anche se il colosso ha comunque fatto sapere che continuerà ad operare nel mercato americano attraverso il suo sito e con l’ausilio di punti vendita terzi, come Target e Walmart. 

Una scelta che sorprende (ma neanche tanto): causa pandemia, sono molteplici le attività commerciali che nel mondo hanno dovuto abbassare la saracinesca, complice anche l’exploit del digitale. Vedi i casi di Inditex e Disney Store che analizzeremo in seguito.

 

Decathlon chiude i suoi store in USA: perché?

Solo nel 2019 Decathlon ha scelto di sbarcare in USA con i suoi negozi fisici. Due punti vendita aperti entrambi in California, più di trenta dipendenti. A tre anni di distanza, la scelta di chiudere. A spiegare i motivi Christian Ollier, CEO della filiale Decathlon negli Stati Uniti: «Stiamo cambiando il nostro modello di business per adattarci al mercato». Una retromarcia che ha già un precedente, però: nel 1999, infatti, l’azienda francese ha aperto ben 20 punti vendita sparsi in tutto il territorio americano, grazie anche all’acquisto della distribuzione Mvp Sport Stores. Appena 7 anni dopo, il cambio di passo con la chiusura di tutti gli shop. 

 

Decathlon ha fatto sapere che garantirà comunque la vendita fisica dei prodotti avvalendosi di partner e negozi terzi come Walmart e Target, multinazionali che si occupano di vendita al dettaglio. Inoltre sarà possibile fare shopping attraverso il suo sito ufficiale. 

 

Altre aziende hanno fatto lo stesso causa pandemia

Negli ultimi anni, il mondo della vendita digitale ha conosciuto una crescita senza freni. Ma ci ha pensato la pandemia a dare l’ultimo scossone, causa restrizioni e chiusure varie. Ci sono, infatti, due casi che hanno generato dei precedenti importanti in merito. Il primo è Disney Store, che nel 2021 ha chiuso solo in Nord America ben 60 negozi per puntare sempre sull’online. Ha spiegato il perché Stephanie Young, Presidente di giochi ed editoria firmata Disney: «Il coronavirus ha cambiato il modo di acquistare e ora sono sempre più numerose le persone che acquistano online» per questo hanno deciso di «puntare al digitale ora come non mai».

Un altro caso è Inditex, multinazionale spagnola specializzata in abbigliamento low cost, proprietaria di marchi come Zara, Pull & Bear, Bershka. Sempre un anno fa ha scelto di dare priorità al digitale chiudendo ben 1200 punti vendita sparsi in Asia ed Europa. 

 

Sarà l'e-commerce l’unica via per fare acquisti (anche dopo la pandemia)?

Non possiamo affermarlo ma nemmeno escluderlo. È chiaro che vendere online ha ottimi vantaggi tra cui, ampia visibilità (non solo locale), conoscenza approfondita del cliente medio, potenziamento della propria immagine aziendale, ricezione di commenti e feedback (e sono solo alcuni dei fattori positivi). 

Ma anche le previsioni dimostrano altrettanto: secondo il report pubblicato da Global Ecommerce Forecast di eMarketer, entro il 2025, la spesa totale dell’e-commerce sfonderà il tetto dei 7 mila miliardi di dollari globali e solo nel 2022 i 5 mila miliardi. 

 

Le grandi multinazionali hanno già deciso di investire nel digitale. Tu cosa stai aspettando a farlo?